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Ferdinand "Jelly Roll" Morton Jelly Roll Morton was the first great composer and piano player of Jazz. He was a talented arranger who wrote special scores that took advantage of the three-minute limitations of the 78 rpm records. But more than all these things, he was a real character whose spirit shines brightly through history, like his diamond studded smile. As a teenager Jelly Roll Morton worked in the whorehouses of Storyville as a piano player. From 1904 to 1917 Jelly Roll rambled around the South. He worked as a gambler, pool shark, pimp, vaudeville comedian and as a pianist. He was an important transitional figure between ragtime and jazz piano styles. He played on the West Coast from 1917 to 1922 and then moved to Chicago and where he hit his stride. Morton's 1923 and 1924 recordings of piano solos for the Gennett label were very popular and influential. He formed the band the Red Hot Peppersand made a series of classic records for Victor. The recordings he made in Chicago featured some of the best New Orleans sidemen like Kid Ory, Barney Bigard, Johnny Dodds, Johnny St. Cyr and Baby Dodds. Morton relocated to New York in 1928 and continued to record for Victor until 1930. His New York version of The Red Hot Peppers featured sidemen like Bubber Miley, Pops Foster and Zutty Singleton. Like so many of the Hot Jazz musicians, the Depression was hard on Jelly Roll. Hot Jazz was out of style. The public preferred the smoother sounds of the big bands. He fell upon hard times after 1930 and even lost the diamond he had in his front tooth, but ended up playing piano in a dive bar in Washington D.C. In 1938 Alan Lomax recorded him in for series of interviews about early Jazz for the Library of Congress, but it wasn't until a decade later that these interviews were released to the public. Jelly Roll died just before the Dixieland revival rescued so many of his peers from musical obscurity. He blamed his declining health on a voodoo spell.
Bix Beiderbecke Bix Beiderbecke was one of the great jazz musicians of the 1920's; he was also a child of the Jazz Age who drank himself to an early grave with illegal Prohibition liquor. His hard drinking and beautiful tone on the cornet made him a legend among musicians during his life. The legend of Bix grew even larger after he died. Bix never learned to read music very well, but he had an amazing ear even as a child. His parents disapproved of his playing music and sent him to a military school outside of Chicago in 1921. He was soon expelled for skipping class and became a full-time musician. In 1923 Beiderbecke joined theWolverine Orchestra and recorded with them the following year. Bix was influenced a great deal by the Original Dixieland Jass Band, but soon surpassed their playing. In late 1924 Bix left the Wolverines to join Jean Goldkette's Orchestra, but his inability to read music eventually resulted in him losing the job. In 1926 he spent some time with Frankie Trumbauer's Orchestra where he recorded his solo piano masterpiece"In a Mist". He also recorded some of his best work withTrumbauer and guitarist, Eddie Lang, under the name ofTram, Bix, and Eddie. Bix was able to bone up on his sight-reading enough to re-join Jean Goldkette's Orchestra briefly, before signing up as a soloist with Paul Whiteman's Orchestra. Whiteman's Orchestra was the most popular band of the 1920's and Bix enjoyed the prestige and money of playing with such a successful outfit, but it didn't stop his drinking. In 1929 Bix's drinking began to catch up with him. He suffered from delirium tremens and he had a nervous breakdown while playing with the Paul Whiteman Orchestra, and was eventually sent back to his parents in Davenport, Iowa to recover. It should be noted that Paul Whiteman was very good to Bix during his struggles. He kept Bix on full pay long after his breakdown, and promised him that his chair was always open in the Whiteman Orchestra, but, Bix was never the same again, and never rejoined the band. He returned to New York in 1930 and made a few more records with his friend Hoagy Carmichael and under the name of Bix Beiderbecke and his Orchestra. But mainly, he holed himself up in a rooming house in Queens, New York where he drank a lot and worked on his beautiful solo piano pieces "Candlelight", "Flashes", and "In The Dark" (played here by Ralph Sutton; Bix never recorded them). He died at age 28 in 1931 during an alcoholic seizure. The official cause of death was lobar pneumonia and edema of the brain.
1. Jelly Roll Morton Nell'immediato dopoguerra nei circoli jazzistici europei il nome di Jelly Roll Morton, come quello di King Oliver, maestro di Louis Armstrong, veniva pronunciato con una sorta di rispetto venato di mistero, riservato solo alle personalità che si ritenevano di notevole importanza, ma non si conoscevano affatto. La ragione, almeno in Italia, era semplice: dal 1930 in poi, nessuna delle case fonografiche aveva più stampato i dischi del pianista creolo; ed i pochi e consunti "Gramophone" che riportavano alcuni brani del suo complesso migliore, i "Red Hot Peppers", erano introvabili. Un'analoga sorte era toccata a tutto il jazz precedente: agli "Hot Five" di Armstrong e al Duke Ellington di "Take it easy" e di "Jubilee Stomp" (1928). I pregiudizi e gli avvenimenti politici seguiti alla fine della 2^ guerra mondiale avevano fatto il resto, coprendo la produzione musicale d'oltre oceano con un silenzio quasi assoluto. Anche gli appassionati di jazz più anziani che avevano avuto modo di ascoltare Jelly Roll Morton solo molti anni prima, lo avevano poi dimenticato. Oppure lo ricordavano vagamente attraverso qualche disco americano scovato chissà come. Ma troppo poco, naturalmente. Del resto, le alterne vicende della vita di Jelly Roll Morton, morto nel 1941, in pieno periodo bellico, avevano fatto sì che in paesi anche meno isolati, sotto questo profilo, dell'Italia, mancasse una sufficiente documentazione e quindi una conoscenza minimamente approfondita della sua opera. E nello stesso dopoguerra l'importazione di materiale discografico era rimasta precaria e inorganica. In questo stato di cose, è naturale che la comparsa sul mercato italiano di 4 facce a settantotto giri di Jelly Roll Morton, negli ultimi mesi del 1951, sia stata salutata come un autentico avvenimento. Per gli appassionati di jazz si aprivano prospettive e zone di ricerca del tutto nuove: cioè il jazz antico, attraveso quei dischi, appariva molto meno primitivo di com'era stato immaginato. Inoltre, per chi aveva buone orecchie, Morton si rivelava superiore a qualsiasi aspettativa. Questa sorpresa, come molte altre (Si pensi per esempio al jazz di Parker e Gillespie, che perfino i critici giudicarono nettamente rivoluzionario, mentre rappresentava solo un'evoluzione della quale si possono ritrovare i segni premonitori negli stili precedenti) era la diretta conseguenza delle scarse possibilità d'informazione. Pochissimi, infatti, sapevano che Morton, 13 anni prima aveva dichiarato pubblicamente di essere stato il creatore del jazz. Questa affermazione, anche se esagerata, non era stata accolta con una risata generale, nè aveva causato il ricovero del suo autore in una clinica per alienati. Al contrario aveva suscitato innumerevoli discussioni, aveva riportato Morton alla ribalta e dato vita alla più lunga registrazione musicale fino allora conosciuta. Ossia alle 116 facce che Jelly Roll è stato invitato ad incidere, nel maggio del 1938 per la Library of Congress. In quelle incisioni Morton ha avuto modo di fissare, in parole e in musica, tutta la propria vita.
"Educazione siberiana" (Einaudi, 2009) è il libro d'esordio di Nicolai Lilin, scrittore russo d'origine siberiana. E' il racconto di un adolescente cresciuto seguendo le tradizioni dell'antica comunità criminale siberiana. Una comunità che è riuscita a sopravvivere soltanto opponendosi, anche con la violenza, all'oppressione del regime comunista che li definiva "criminali". Una comunità deportata e isolata da Stalin in Transnistria. Enclave russa, incastrata tra la Moldavia e l'Ucraina, la Transnistria è un piccolo paese praticamente sconosciuto: indipendente di fatto (ha dichiarato indipendenza nel 1990) è però ancora parte, formalmente, della Moldavia. Dopo il durissimo servizio di leva per l'esercito russo in Cecenia, Nicolai ha scelto di cambiare vita. Nel 2003 ha abbandonato la Russia per l'Italia, dove ha raggiunto la madre. Da qualche anno ha aperto un negozietto di tatuaggi e porta avanti l'antichissima tradizione del tatuaggio siberiano, fatta di regole rigide e codici complessi.
leggere l'intervista fatta allo scrittore Nicolai Lilin da Giacomo Rosso (in cafébabel.com) riportata in Lucianone - bottle in the air oppure vedere la pagina web nel Profilo.
visione post - 18 Lucianone
Il suo vero nome è Mary Louise. Ha sognato da sempre di dedicarsi all'opera lirica, prima di scegliere, mentre frequentava ancora il Vassar College, di intraprendere la carriera di attrice. Dopo il diploma, nel 1971, si è iscritta alla Yale School of Drama e poi ha debuttato sul palcoscenico, recitando al Public Theatre di New York. Nel 1977 ha esordito sul grande schermo in Giulia, di Fred Zinneman. L'anno successivo è apparsa nel film di Michael Cimino Il cacciatore (1978)ottenendo la sua prima candidatura all'Oscar. Altre nomination dell'Academy Award le ha poi conquistate per La donna del tenente francese (1981), di Karel Reisz, Silkwood (1983) di Mike Nichols, La mia Africa (1985) di Sidney Pollack, Ironweed (1987) di Hector Babenco, Un grido nella notte (1988) di Fred Schepisi, Cartoline dall'Inferno (1990) di Mike Nichols, I Ponti di Madison County (1995) di Clint Eastwood, La voce dell'amore (1998) di Carl Franklin, La musica del cuore (1999) di Wes Craven, Il ladro di orchidee - Adaptation (2002) di Spike Jonze, Il diavolo veste Prada di David Frankel (2006). Di recente Meryl Streep ha leggermente frenato i propri impegni, ma si è tolta lo sfizio di lavorare per la prima volta con uno dei suoi grandi miti cinematografici di sempre, quel Robert Altman che l'ha diretta nel suo ultimo, struggente Radio America (2006). Dopo la morte del suo compagno di gioventù, l'attore John Cazale, la Streep ha sposato nel settembre del 1978 lo scultore Don Gummer che le ha dato 4 figli, Henry, Mary Willa, Grace e Louise, nati tra il 1979 e il 1991. Perfezionista fino allo sfinimento (per il ruolo di Roberta Guaspari, protagonista de La musica del cuore, ha studiato violino per otto settimane, arrivando a suonare anche per sei ore al giorno di filato), Meryl Streep è una delle attrici più premiate della storia del cinema. Nel 2008 ha sbancato il box office cantando e ballando in una travolgente interpretazione nel musical Mamma mia! Nel 2009 è arrivata la 15esima candidatura con il film Il dubbio, nel quale dà ancora prova della sua capacità d'attrice, regalando un ritratto memorabile di una madre superiora implacabile e bigotta in una storia ambientata attorno a un sospetto di pedofilia nel mondo della chiesa. Sempre nel 2009 ha ancora stupito tutti con una nuova magistrale interpretazione: è la Julia Child che dalla televisione negli anni '60 rivoluzionava la tavola americana con le sue ricette da Cordon Bleu. Un ruolo che le è valso un Golden Globe nel 2010.
La pellicola con Meryl Streep divide la Gran Bretagna
La maggioranza degli inglesi: "quella Lady è troppo fragile" Destra e sinistra all'attacco - La destra: "Ritratto offensivo - La sinistra: "No, troppo buonista"
E' destino di Margaret Thatcher: sia dividere, sia esaltare. Anche adesso che, girata la boa degli 86, se ne sta nella sua casa a Chelsea, infiacchita dalla demenza senile, la più grande e straordinaria signora della politica britan= nica è capace di prendersi i titoloni del Times, del Guardian, del Daily Telegraph, dell' Independent, insomma della stampa seria. Parla poco la Thatcher e a fatica, ma fa parlare tanto. Un paio di anni fà la regista Phyllida Lloyd, la stessa che ha diretto "Mamma mia", cominciò le riprese di "The Iron Lady", il film che dal 6 gennaio 2012 sarà nelle sale di Londra. Progetto ambizioso, film biografico. A Meryl Streep, chiamata la Lady di Ferro, furono aperti gli archivi di Downing Street per studiare i documenti e la per= sonalità della ex leader, furono consegnati decine di reperti televisivi per ripassare le cadenze, i movimenti di Margaret Thatcher che pure incontrò in segreto L'opera è terminata ed è partita l'onda lunga del lancio nel Regno Unito, ma già sono volate parole grosse. I figli della Thatcher sono disgustati. Lord Bell, l'ex consigliere della Thatcher, liquida il tutto come vera "spazzatura". Forse quelle che non piacciono sono le prime imma= gini della pellicola, dove si vede un'anziana Thatcher che va a comprare il latte e resta sconcertata dai prezzi del nuovo secolo. O forse non va che la regista e Meryl Streep insistano sullo stato di salute della ex leader, rappresentata mentre colloquia a vuoto, pensando che il marito Denis, ormaimorto, sia lì con lei. Oppure, non va giù che un'attrice americana sia stata coinvolta in una parte tanto british. E il Times si chiede perchè sia stata scelta un'americana. Forse perchè quello della Streep è il volto truccato che la ricorda meglio? Sembrerebbe di sì. A storcere il naso, comunque, sono anche i critici più liberal di cui si fa interprete il Guardian,, quotidiano progressista. D'accordo raccontare la storia della Iron Lady, d'accordo rappresentare le sue virtù e le sue debolezze personali, però il film visto dalla sponda progressista ha un decisivo difetto: non riportare le spaccature sociali e le ferite che il "thatcherismo" ha determinato. Quindi è un film che ci dà sì la Thatcher innovatrice e conservatrice rivoluzionaria ma ce la dà senza il famoso thatcherismo.
La vera Baronessa ed ex-primo ministro inglese Margaret Thatcher
Se "Il discorso del re", il film sui tormenti da balbuzie di Giorgio VI, aveva unito e commosso il Regno Unito portando in dote quattro Oscar, "The Iron Lady" divide e anzi spacca la nazione. E' naturale che sia così. Avremo mai una Thatcher che pacifica? Forse la più contenta alla fine sarà proprio lei, oltre che, naturalmente, Meryl Streep destinata all'ennesima nomination da Oscar, precisamente la 17esima. Quando alla Thatcher sspiegarono che sarebbe toccato "all'americana" prenderne la parte, la Baronessa Thatcher sorrise soddisfatta: è la sua attrice preferita. ( dall'articolo di Fabio Cavalera, recuperato da Lucianone sul "Corriere della Sera" del 16 nov. 2011- mercoledì - foto da Internet).
Meryl Streep diventa Margaret Thatcher
Approfondimento / La parola IRON LADY "Lady di Ferro", in inglese "Iron Lady", è il soprannome che a partire da Margaret Thatcher è stato assegnato a numerose donne leader di forte volontà e determinazione. Furono i media dell' Unione sovietica a inventare per primi la formula nel 1976, per sottolineare la strenua opposizione al comunismo della Thatcher, prima donna premier della Gran Bretagna, in carica dal 1979 al 1990, capo del partito conservatore. Il suo governo scelse la linea dura in più di una crisi, come lo sciopero a oltranza dei minatori degli anni 80, che si chiuse con la sconfitta dei sindacati.
visioni del post - 460 L' infanzia- Amy è nata a Enfield, nel cuore del Middlesex, in terra inglese, per la precisione nella periferia nord di Londra, in una zona che, allargandosi, ha finito per inglobare le varie cittadine della cintura resi= denziale della capitale inglese. Quella di Amy è una famiglia tranquilla di ebrei inglesi che abita in una delle vecchie palazzine a due piani di Enfield, in una zona buona della periferia dove risiedono commercianti e piccoli imprenditori. Amy Jade Winehouse nasce in questo quartiere il 14 settembre 1983. E' figlia secondogenita di misses Janis, una giovane farmacista all'epoca sposata con Mitchell Winehouse, un sanguigno venditore porta a porta di infissi antigelo, e un grande appassionato di jazz e aspirante taxista. Ma è proprio il desiderio di cambiare vita e di sedersi dietro il volante di un "cab" (tipico taxi londinese) che porterà Mitchell a trasferirsi con la famiglia a Southgate, uno dei quartieri pulsanti della swinging London.
Amy all'età di 2 anni Il padre di Amy è spesso fuori casa per i suoi turni di lavoro e mamma Janis accudisce Amy e suo fratello Alex. Per i primi anni la vita scorre tranquilla per la famiglia Winehouse, tra la sinagoga del quartiere e la Ashmole School dove i due bimbi frequentano le classi elemen= tari. Il papà di Amy continua a collezionare di= schi di jazz, e lei lo accompagna spesso fin sulle bancarelle di Portobello Road, il grande mer= cato all'aperto dell'usato dove si può trovare qualsiasi cosa anche rara, da dischi introvabili e incisioni originali dei grandi cantanti del soul, fino a dischi di blues e del rhythm'n'blues americano Passione per la musica - In casa Winehouse la musica non manca mai e la piccola Amy sviluppa già da otto anni un amore infi= nito verso le alte vette delle sonorità della musica afroamericana. Le prime difficoltà in famiglia sono però in agguato: Amy ha appena nove anni quando mamma Janis scopre che il marito Mitch ha una relazione extra= coniugale con una donna più giovane. E saranno giorni di discussioni e di liti che cominceranno a se= gnare in parte Amy, ma probabilmente per sempre. Quando la ragazzina, ancora bambina, vedrà il pa= pà tanto amato andarsene di casa rappresenterà quasi certamente un dramma esistenziale dal qua= le non riuscirà più a riprendersi. L'assenza del padre - " E' stato un duro colpo" - racconta adesso mam= ma Janis - "Quello tra me e il mio ex marito era almeno in teoria un matrimonio perfetto. O almeno io ne ero convinta. Lui era spesso fuori casa perchè prima lavorava come commesso viaggiatore, e poi quando ha preso la licenza di taxista era sempre via. Ma mai e poi mai avrei sospettato che avesse una relazione extraconiugale. Fino a quando ho scoper= to che nella sua vita c'era un'altra donna, Jane, che dopo il nostro divorzio è diventata la sua seconda moglie". Mentre il figlio più grande Alex riesce in qualche modo a farsene una ragione, Amy è quella che sof= fre di più per questa situazione, anche perchè era la cocca di papà Mitchell. Racconta ancora mamma Janis: "Mitchell e Amy sono sempre stati vicinissimi E' stato lui a insegnarle a cantare, a trasmetterle per primo l'amore per la musica. Le cantava le canzoni di Frank Sinatra e lei faceva il coro". Una volta andato via di casa, papà Mitchell non ha più avuto grandi rapporti con Alex e Amy. Prima erano sempre insieme, poi lui è scomparso quasi per magia. Solo negli ultimi tempi lui ha cercato di recu= perare il rapporto con la figlia e ha cominciato a pas= sare più tempo con lei. Ma allora l'abbandono da parte del padre sembrò trasformare di colpo la vita di Amy. "Prima era sempre gioiosa, cantava e balla= va per la strada, in claqsse, in casa e in sinagoga - conclude Janis - poi è cambiata. Comunque Amy è sempre stata una bella bambina, perennemente oc= cupata, molto curiosa. Era sempre molto allegra, ma anche timida. Capace di essere di ottimo umore fino a cinque minuti prima e poi di scoppiare in lacrime senza ragione. Non è mai stata una figlia facile. An= che se era dolcissima aveva un fondo di durezza che sembrava fatto d'acciaio...". La prima band di Amy - Amy ha solo dieci anni quando decide di fondare la sua prima band. Convince così le sue due amichette del cuore, Kate e Molly, a lasciar perdere le Barbie e a darsi al canto. La madre di Kate racconta che un giorno si era avvicinata alla stanza delle bambine preoccupata in quanto non le aveva più sentite gri= dare come al solito, e aprendo la porta aveva visto la piccola Winehouse dettare il tempo come una ve= ra coreografa. Le bambine stavano prendendo ì ve= stiti dai cassetti e anche la borsetta del suo trucco e stavano usando i suoi rossetti e ombretti e si trucca= vano la faccia. E poi stavano come provando i passi di un balletto. Volevano formare un trio rap e diven= tare come le Salt'n'Pepa, i loro idoli di allora. Per Amy e le sue due amichette Cheryl James (Salt), Sandra Denton (Pepa) e Latoya Hanson (DJ Spinde= rella) sono dei grandi modelli, eroine da imitare. Le tre vocalist stanno scalando le cime delle classi= fiche di vendita inglesi e americane con i loro suc= cessi a base di rap, con titoli come Push it e Twist and Shot,e per le tre piccole aspiranti rapper di Southgate diventano un modello di vita da cui copiare tutto, dallo slang al mododi vestirsi e di porsi nei confronti del mondo. "Passavano interi pomeriggi chiuse nella stanza da letto", racconta Rachel Shlomom, la sorella maggiore di Molly, la terza amichetta di Amy. "Mi ricordo un pomeriggio - dice ancora Rachel - quando Amy è uscita dalla camera di Molly per tornare a casa. Aveva una maglietta bianca su cui aveva scritto, in stampatello, "Sweet'n'sour", ovvero agrodolce. Le chiesi cosa volesse dire. E lei mi rispose che quello era il nome che avevano scelto per la loro band. Mi ricordo che mi guardà dall'akto in basso e mi disse che da quel momento avrei dovuto chiamarla Sour. Molly era Sweet e Kate era Dj Honey. Camminavano a tre metri da terra. Delle vere rockstar di dieci anni, Sembravano, in pioccolo, la versione ebrea e bianca delle Salt'n'Pepa". Le tre bambine di Southgate crescono in fretta, e se per Molly e Kate quello della musica rappresenta solo un gioco con cui passare il tempo, per la pic= cola di casa Winehouse la musica è davvero uno scopo di vita. E lo diventerà ogni giorno di più. Per mamma Janis è il momento di capire che la figlia ha davvero talento da vendere. Non è ancora adolescente che Amy chiede di poter ricevere lezioni di pianoforte e di chitarra. E così ottiene di poter entrare nel coro femminile della sinagoga. "Quando si parlava di musica", ricorda Misses Winehouse, "era impossibile dirle di no. Ogni volta che c'erano di mezzo le sette note, Amy era nei dintorni. A scuola faceva fatica, ma la maestra era assolutamente entusiasta di lei. Nonostante la giovane età ascoltava già musica di alto livello. A parte le sue amatissime Salt'n'Pepa, adorava Sarah Vaughan, Joan Amatradinge Gladys Knight". Insomma, le sue amichette vanno pazze per i Take That, lei impazzisce per Aretha Franklin. E ha le idee chiare anche sul suo futuro. "Se qualcuno le chiedeva cosa voleva fare da grande, lei rispondeva che avrebbe fatto dischi e concerti - prosegue Janis Winehouse - "da grande voleva fare la cantante di ryhthm'n'blues. Adorava il jazz e il soul, insomma, almeno apparentemente era una bambina vivace di dieci anni; in realtà aveva i gusti musicali di un'adulta. E aveva le idee altret= tanto chiare per quello che riguardava il proseguo della sua vita".
La prima vera esibizione di Amy - Dopo la separazione dei suoi genitori, la natura indipendente di Amy diventa ancora più pronunciata. Non c'è recita scolastica, gruppo amatoriale o corso musicale che non la veda come protagonista: "Fu più o meno in quel periodo che io scoprii di avere una figlia speciale" - racconta ancora Janis - "Ricordo che ero a Cipro per una vacanza con Alex, Amy e mia madre. Nella località dove eravamo c'erano i provini per una sorta di talent-show dal vivo. Lei voleva davvero entrare, anche se era troppo piccola e gli organizzatori non volevano sentire ragione. Ma lei in qualche maniera li convine e io, mio figlio e mia mamma ci trovammo seduti in prima fila. Lei cantò una canzone soul: ricordo che stavo lì ad ascoltarla e pensavo che Amy era davvero qualcosa di speciale. Inutile dire che vinse facendo man bassa di voti. Quando tornammo a casa mi chiese il permesso di iscriversi a un'audizione per entrare alla Sylvia Young Theatre School" - continua mamma Janis - "e ovviamente la passò senza problemi, ottenendo una borsa di studio. Era una scuola prestigiosa e, d'altra parte, lei voleva fare solo quello. Impossibile dirle di no. Io ero contenta, e non è che per Amy ci fossero alternative migliori. Lei voleva cantare, cantare, cantare. E basta"..
La chitarra "Sarei stata felice per lei se avesse deciso di restare nella scuola di Southgate dove studiava anche suo fratello Alex, invece di caricarsi sulle spalle il lungo spostamento necessario per fre= quentare la Sylvia Young. Ma Amy fu irremovibile". Questo ricorda ancora mamma Janis, e prosegue dicendo di ricordare molto bene quel periodo così importante nella crescita e formazione della sua scatenata figliola. "Peccato che lei e lo studio proprrio non andassero d'accordo. Niente da fare, fino a quando si trattava di cantare, bene, era bravissima. Se la cavava pure nei corsi di recitazione, così come non si annoiava certo a suonare uno strumento anche se doveva esercitarsi per ore. Ma tutto il resto era out. Le materie classiche come inglese, matematica, letteratura non la interessavano minimamente e quindi, per Amy, era come se non esistessero". Inoltre la ragazza ha ormai deciso di dedicarsi alla musica anima e corpo. Si offre come vocalist a tutte le band dei dintorni che, dopo averla ascoltata, sono ben liete di contendersi la sua ugola d'oro. I cambiamenti del suo corpo, arrivati con l'adolescenza, portano la sua voce a maturare definitivamente raggiungendo picchi e estensioni incredibili. Il nome di Amy comincia a a farsi conoscere nel giro del cosiddetto 'underground'. E lei, invece di studiare, passa ore e ore tutti i giorni nelle sale prove della North London. Non c'è locale dove la neo-cantante non si proponga: pub, jazz pub, house of blues. Ha 13 anni quando Amy riceve il regalo più bello della sua vita. E' il giorno del suo compleanno, fa un caldo terribile e la ragazza è tornata a casa di cattivo umore. Ma quello sarà uno dei più bei compleanni della sua gioventù, come racconterà la stessa rampolla di casa Winehouse una volta diventata famosa. Ad aspettarla in camera sua, sul letto, c'è un piattino di carta con una grossa fetta di torta e un grande pacco regalo: Amy lo apre di getto. Dentro c'è la sua prima chitarra. una Washburn nuova di zecca, luccicante e profumata di cera, uscita da poche ore dagli scaffali del Music Shop & Instruments di Southgate Street.
Avevo messo i soldi da parte per farle il regalo che l'avrebbe resa felice", rivela ancora mamma Janis, "subito avevo pensato a un vestito alla moda o a un bracciale. Ormai era una signorina e pensavo che magari le avrebbe fatto piacere avere qualcosa di meglio da mettersi addosso. Magari per andare al Mc Donalds con qualche compagno di scuola. Ero uscita con quell'idea. Ma quando mi sono trovata di fronte alla vetrina del negozio di musica sull'angolo e ho visto quella chitarra ho capito subito che, se volevo farla felice davvero, dovevo comprarle quella 6 corde. Altro che vestiti. Amy sarebbe andata in giro nuda se avesse potuto scegliere tra uno strumento musicale e un vestito. - Quando tornai a casa quella sera lei era chiusa in camera a suonare e cantare. Non scese neppure per cena nonostante avessi preparato i suoi piatti preferiti". Le assenze in casa si sommano alle assenze a scuola e ovviamente il rendimento ne risente. Passa qualche anno e Amy ormai ha 15 anni. Le sue amichette, Molly e Kate, sono scatenate con i ragazzi e non si lasciano scappare occasione per flirtare con i compagni delle classi più grandi o con i ragazzi del college. Ma Amy sembra poco interessata, anche se di ammiratori e pretendenti ne conta parecchi, soprattutto tra quei giovani pseudo artisti della Sylvia Young. Le sue storie comunque durano sempre lo spazio di pochi minuti: lei ha in mente solo la musica e non sono in molti i ragazzi disposti ad essere messi da parte per un microfono e un palcoscenico. Chi la conosce la reputa simpatica, un pò matta. E già in quei primi passi nel mondo degli adulti, Amy dimostra di non amare i limiti. Anzi, ci sono cose in cui non riesce a fermarsi, sembra non avere coscienza di quello che può essere buono o dannoso per lei. E soprattutto dimostra di non amare le piccole dosi. - "Amy era fatta così", racconta Molly Shlomon, una delle tre Sweet'n'sour, "di solito non beveva, ma se decideva che quella era la serata giusta non si fermava fino a quando non crollava a terra. E così per le sigarette, la cioccolata o i gelati. Era bulimica di sensazioni. La sua fortuna, a quei tempi, era che non aveva una sterlina. Quei pochi pounds che guadagnava facendo delle serate nei locali della zona come corista di questo o quel gruppo, finivano in cosmetici o in lezioni di musica o canto, oppure nelle corde nuove per la sua chitarra. - Il fatto che non avesse neppure 15 anni non la aiutava certo. Erano molti i locali che non la scitturavano quando sapevano la sua vera età. E così le band: 'Sei brava, ripassa quando diventi grande' era il refrain. E lei ci restava male da morire".
Il piercing Insomma, Amy pensava a tutto tranne che alla scuola E fu così che in un giorno d'inverno del terzo anno alla 'Sylvia Young', mamma Janis ricevette la telefonata di mister Grandthree, il preside della scuola: "Mi telefonò e mi chiese di andare a incontrarlo. Quando entrai nel suo ufficio mi fece accomodare e mi disse: 'Penso che dovrebbe portarla via'. Mi spiegò che non aveva nessuna intenzione di tenere nella sua scuola una ragazza che non ha alcuna voglia di ottenere buoni voti e che Amy era molto brillante, ma troppo portata a scherzare e a prendere lo studio decisamente sotto gamba. La goccia che aveva fatto traboccare il vaso era stato un piercing, un anellino che Amy si era messo nel naso. Cosa proibitissima dai regolamenti della scuola". Per sua madre, forse, fu uno dei giorni più tristi della vita, per Amy no. Dopo la prestigiosa 'Sylvia Young', Janis Winehaouse iscrisse la fliglia alla 'Monte's', un scuola femminile indipendente di Mill Hill senza troppe pretese, dove la ragazza prese facilmente il suo diploma. Finito il tempo degli studi , l'irrequieta ragazza di Southgate potè drdicarsi finalmente a tempo pieno alla musica, facendone la sua unica ragione di vita.
Ricordando AMY
Una vita underground Quelli che seguono sono anni decisivi per la vita di Amy. La nuova scuola non la impegna più di tanto. Dopo gli anni della Sylvia Young, la ragazza può permettersi di vivere di rendita dal punto di vista dello studio. Il disinteresse totale per tutto quello che non è musica fa sì che la sua vita sia votata completamente alle sette note. Ora Amy possiede una chitarra, ha tempo libero in quantità e comincia ad essere abbastanza grande da riuscire a farsi prendere sul serio dai giovani artisti del circuito underground locale. La ragazzina terribile di casa Winehouse comincia a comporre e scrive una decina di canzoni, anche se si rende subito conto di essere molto più brava come interprete che come cantautrice. Ma tutto va bene purchè sia musica. Amy accetta le varie proposte a sette note che le arrivano, entra a far parte di questo o di quel gruppo, sperimenta tutti i generi compreso il punk e il rock duro. Ma torna sempre ai suoi grandi amori, il blues e il jazz. Gli unici generi musicali che sono in grado di accendere la sua èpassionalità e ai quali è in grado di regalare interpretazioni da brividi.. La vita di Amy ha ben poco a che fare con quella delle sue amiche di un tempo: "Noi andavamo al cinema, a fare shopping, ci perdevamo dietro ai ragazzi", ricorda Molly Shlomon, "Lei no, Passava la vita nelle cantine dove provavano le band, stava insieme ai musicisti più grandi. Fu in quel periodo che cominciò a fumare erba e a bere in maniera seria. Non aveva ancora 16 anni e già si comportava come una rockstar quarantenne. Non parlava altro che di musica e non sembrava interessata ad altro. Cambiava un ragazzo a settimana. Non che fosse una tipa facile, ma credo che nel suo cuore non ci fosse spazio per innamorarsi davvero. Ovviamente i suoi boyfriends erano tutti musicisti. Tatuati, strani, particolari con un unico punto in comune: la musica. Per lei le passeggiate mano nella mano al parco non avevano alcun senso. Molto meglio una bella jam session a base di soul e blues".
I primi tatuaggi A quel periodo risalgono i primi tatuaggi. "Era innamorata di Betty Bop e delle pin up in generale", continua Molly, che oggi fa la tranquilla casalinga nella stessa strada di Southgate dove viveva anni fa con le sue amiche del cuore, "un giorno arrivò con una camiucetta senza maniche. Mi venne un colpo, si era tatuata un enorme ferro di cavallo sulla spalla sinistra. Mi disse che le avrebbe portato fortuna. E quello fu solo il primo di tanti tatuaggi. Uno in particolare le creò dei grossi problemi con sua mamma Janis: la figura a mezzo busto di una pin up a seno nudo sul braccio. A lei piaceva da morire, si divertiva a gonfiare il muscolo e farle ballonzolare le tette, ma Janis la considerava sconcia e improponibile. 'Se ti vedessero quelli della sinagoga', ripeteva. E Amy, subito pronta: 'Mamma, non vado più in sinagoga da anni'. So per certo che sua madre odiò quel tatuaggio con tutta sè stessa. Arrivò persino a pensare che Amy fosse lesbica. Ma non lo era, era solo testarda. Aveva deciso che quella pin up nuda le stava bene e non c'era più stato verso di farla recedere da quelle sue convinzioni.".
Ma dopo qualche anno, quando Amy era già famosa in tutto il mondo, qualcuno riuscì a convincerla della necessità di eliminare quella figura nuda dal suo braccio:"Fu la casa discografica che le diede un outout", rivela l'amica, "in America avevano cancellato la sua apparizione come ospite ai Grammy Awards che aveva stravinto proprio a causa di quel tatuaggio. E lei accettò di fare coprire il seno nudo con un bikini nero.". IL LOOK di Amy E' in quel periodo che nasce il famoso look anni '30 che la rese famosa. Allora Amy era più innamorata che mai dei gruppi "all girls" degli anni '60 e, a livello di look, adorava soprattutto leRonettes, il più grande trio di 'doo wop' di tutti i tempi. La band, formata da Veronica Bennett (poi divenuta Ronnie Spector), da sua sorella Estelle Bennett e dalla loro cugina Nedra Talley, si presentava in pubblico con i capelli accon= ciati con il classico alveare, la "cofana" per dirla in italiano. Amy cominciò a pettinarsi così. Il trucco venne preso dalla Cleopatra di Liz Taylor, uno dei suoi film preferiti, e anche i nei finti arrivarono dallo stilepin up che le era tanto caro. Insomma il Winehouse style, quello che la rese famosa in tutto il mondo, creando con la sua voce straordinaria un cocktail irresistibile, nacque proprio allora e, con poche e insignificanti modifiche, non l'abbandonò mai. E insieme al nuovo look la scatena= ta Amy, prossima ormai ai 16 anni, si regala anche un nuovo boyfriend. Lui si chiama Tyler James ed è un giovane cantante soul che va fortissimo nell'am= biente. Amy lo incontra per caso durante una serata di musica live al 'Dragon Fly Blues Pub' e resta ammaliata da quella voce roca e incredibile. I due si incontrano e scatta la scintilla. E anche lui resta a bocca aperta quando la sente cantare. E' un incontro di anime e di voci. Amy e Tyler diventano insepara= bili, tanto che lui le propone di entrare a far parte della sua nuova creatura, la Banda Bolsha, un gruppo di jazz sperimentale che cerca di mixare il soul delle origini con il nuovo acid metropolitano. "Facevano scintille", racconta ancora l'amica Molly, "sul palco e fuori. Per la prima volta Amy era veramente cotta. Credo che con lui abbia scoperto anche i piaceri del sesso. Non che fosse una timida, penso che avesse avuto già rapporti con i suoi precedenti partner, ma con Tyler era diverso. Erano davvero la coppia per- fetta. _________________________________________________________________ Da giornalista rock'n'roll a cantante professionista E' un periodo finalmente felice per Amy, che sembra aver lasciato da parte la tristezza per la separazione dei suoi e la perenne insoddisfazione, per gettarsi a capofitto nella sua grande passione, la musica. A farle fare il passo decisivo è proprio Taylor. E' lui che invia in giro ai più grandi talent scout di Londra il primo demo registrato dalla Banda Bolsha. Il gruppo, però, non incontra il favore dei manager musicali: troppo estrema la sua visione della musica, troppo per palati fini in un mondo in cui il successo si calcola sulle centinaia di migliaia di copie vendute e non sulla bravura e sull'originalità. Sono bravi, ma difficilmente vendibili e questo per il music business è un peccato davvero mortale. Ma una cosa colpisce come un pugno: la voce incredibile di Amy che rende ogni pezzo un capolavoro. Per questo Simon Fuller, uno degli agenti della A&R, una delle maggiori case discografiche indipendenti del circuito londinese, ap- pena sente il nastro agisce d'istinto: decide di mettere sotto contratto quel fenomeno che risponde al nome di Amy Winehouse. Fuller ha una società di manage- ment ed è ben deciso a investire su un talento puro come la ragazza di Southgate e decide di legarla a sè nonostante abbia solo 16 anni.- E' persino disposto a lasciarla crescere con calma, senza metterle fretta: permettendole di sviluppare appieno le caratteristi- che di quella voce straordinaria. - Il suo, insomma, è un progetto a lungo termine su cui si decide di mantenere assoluto riserbo per poterlo poi affidare a una multinazionale per il lancio in tutto il mondo. A firmare viene chiamata mamma Janis. - Infatti Amy è minorenne e non può siglare alcun contratto senza il permesso dei genitori. "Abbiamo avuto un incontro con la società di management del signor Fuller, la Lewinson Brothers", racconta la signora Winehouse, "perchè Amy era ancora così giovane, e avevano bisogno del nostro consenso per gestire il suo futuro a sette note. Io personalmente avrei voluto che restasse a scuola, ma lei ha detto 'No, questo è quello che voglio'. E a me non è restato che accettare facendo buon viso a cattiva sorte. Siamo andati dal signor Fuller e lui mi ha fatto una buona impressione. Così ho firmato quel contratto. - E Amy è diventata una cantante professionista. A ripensarci ora, penso che lei fosse davvero troppo giovane e che tutto sia successo troppo presto. Lei non aveva la maturità per essere in grado di far fronte a tutto quello che le sarebbe accaduto nel giro di un paio d'anni". Amy comincia così il suo cammino verso il succes- so. Per contratto non può pià esibirsi in pubblico, ma passa ore e ore in sala d'incisione e in sala pro- ve a migliorare i suoi fondamentali. Canta per la maggior parte della giornata, poi torna a casa. Non è un periodo facile. Amy non capisce perchè il suo management non la spinga al successo. non capisce tutta quella cautela, quel dover attendere, quel centellinare il suo talento. E come ha sempre fatto, come reazione, esagera. Con l'alcol, con il fumo. Ma anche con la cocaina e il crack che en- trano piano piano a far parte della sua vita. E la devastano. Nel frattempo la sua storia con Taylor è finita, così come quella con le sue amiche di un tempo che ormai non vede più. Per fortuna Simon Fuller e i ragazzi della Lewinson Brothers non so- no tipi che investono soldi a vanvera: appena si accorge che la sua protetta sta prendendo una brutta piega la affronta, la mette sotto controllo e la costringe a moderare i suoi eccessi. Ma lei ha un fondo di autodistruttività che lo spaventa. In breve, le sue braccia si riempiono di tatuaggi come se dovesse nascondersi dietro un muro di inchiostro sotto pelle. Alterna attacchi di bulimia con periodi di anoressia. Ingrassa e dimegrisce. E beve sempre mol- to rischiando di mettere in pericolo il suo fragile equi- librio nervoso.
Per aiutarla a distrarsi, mister Fuller le trova un lavoro: non potendo mandarla ad esibirsi nei locali per non mettere in vetrina quel talento puro che sta coltivando con attenzione, la spinge a fare la giorna- lista. E le trova un posto come cronista musicale per la rete Show World News. Per un pò il suo look incre- dibile e la sua faccia tosta funzionano sul circuito del- le piccole televisioni locali. Ma presto anche questo lavoro finisce: Amy non è in grado di portare avanti un impegno a tempo pieno. Spesso si presenta ubria- ca , o con i postumi di una serata a base di alcol e droghe. Non è mai puntuale, non è affidabile, non si presenta in tempo al lavoro e fa tardi quando deve consegnare un servizio. E' la solita storia. A mamma Janis tornano in mente le parole che le aveva detto il preside Grandthree al momento dell'espulsione dalla 'Sylvia Young': "Amy è brava, intelligente, ha caratteristiche uniche. Ma non ha la capacità di con- centrarsi su nulla. E non ne ha voglia." Insomma non ha la forza di volontà necessaria ad applicarsi su qualcosa d'altro che non sia la musica. A salvarla arrivano il suo 18esimo compleanno e la maggiore età E soprattutto la valutazione di Fuller che ha deciso che ormai è tempo per far fare alla sua protetta un salto di qualità. - Musicalmente è pronta, ha una voce incredibile, il look giusto e una presenza scenica da brividi. Il manager non ha dub- bi: il futuro della musica soul ha un nome anche se non lo sa nessuno. E quel nome è Amy Winehouse.
continua con la Seconda parte ( 1/2 settembre 2012)
La rivista spagnola "La Adventura de la Historia" ha reso noti i risultati delle ricerche dello storico Miguel Caballero : a 75 anni dalla morte gli assas= sini di Federico Garcia Lorca hanno un volto e un nome. Miguel Cabellero ha ricostruito le ultime ore del poeta ucciso dai franchisti perchè omoses= suale e di sinistra. Secondo Caballero Garcia Lorca venne fucilato all'indomani dell'arresto, avvenuto il 16 agosto 1936 vicino Granada. Da qui venne poi trasferito alla Colonia (nel vicino comune di Aznar), che era una scuola trasformata in un centro franchista di detenzione, dove fu ucciso all'alba. Gli esecutori materiali furono una guardia civil, tre miliziani d'assalto, due poliziotti e un esaltato. Il plotone di esecuzione era sotto il controllo di Manuel Martinez Bueso. L'ordine di sparare fu del sergente Mariano Ajenjo Moreno, che ave= va sotto di lui l'ex militare Fernando Correa Car= rasco, gli ex poliziotti Salvador BaroLeyva, Juan Jimenez Cascales, l'ex guardia civil Salvio Rodi= driguez Garcia e il falangista Antonio Benavides, lontano cugino del poeta, che fu il solo che in se= guito si vantò di averlo ucciso. Serie di foto d'archivio di Federico Garcia Lorca
Due destini diversi, due personalità differenti, ma ugualmente due grandissime donne: Federica Pellegrini e Amy Winehouse. Ho letto di loro per buona parte del pomeriggio, dalla "Gazzetta dello sport" e dal quotidiano "Il Corriere della Sera", ho letto delle grandi, splendide vittorie di Fede e ho letto sulla morte e sul grande talento di Amy sprecato con la sua precoce scomparsa. Entrambe sono state unite per poco (come spesso capita tra sport e musica quando l'atleta s'immerge per caricarsi nel suono dolce o frastornante di un motivo musicale dalle cuffie) dalla figura di Lady Gaga che Fede ascoltava nelle cuffie prima e al momento di concentrarsi per entrare in acqua e volare verso il suo record, mentre poi Lady Gaga stessa avrebbe dato il suo addio a Amy con questo tributo su Twitter: "Amy ha cambiato per sempre la musica pop, la ricordo sapendo che aveva speranza e non mi sentirò sola grazie a lei. Ha vissuto il jazz, ha vissuto il blues".
Il mio tributo per ricordare Amy Winehouse è dato dalle strofe di una sua canzone: Tutto ciò che potrò mai essere per te è l'oscurità che conosciamo. "Tears dry on their own" (da "Back to Black")